Avv. Gianluigi Marino - La gestione pratica del contenzioso legale. Pt.4

Come abbiamo detto, il contenzioso può essere di carattere civile o di carattere penale. Ma attenzione, perché nella stessa occasione questi due contenziosi possono coesistere. È infatti molto frequente che un avvocato, degno di tal nome, nel momento in cui riceve una richiesta di assistenza da parte del paziente attivi entrambe le procedure, sia quella civile sia quella penale, le quali, a questo punto, coesisteranno fino alla loro conclusione. Ma come iniziano questi contenziosi? E poi come si evolvono? Normalmente, nella maggioranza dei casi, il paziente che lamenta una malpractice da parte del medico, nel nostro caso dell'odontoiatra, fa riferimento a un avvocato civilista. Questo avvocato civilista, a sua volta, se è un avvocato coscienzioso, cercherà di avere un parere di un medico legale e, nel caso in cui il medico legale ravvisi qualcosa che non va: una responsabilità, una malpractice, un qualsiasi tipo di problema, lo segnalerà. A questo punto l'avvocato civilista manderà una lettera raccomandata con una richiesta di risarcimento e di restituzione degli onorari. Alla ricezione della lettera che cosa bisogna fare? La prima cosa da fare è far riferimento a un avvocato civilista e fidarsi dei suoi consigli. Attenzione però: gli avvocati civilisti si occupano delle più svariate materie, è quindi opportuno far riferimento a un avvocato civilista che si occupi di contenzioso e responsabilità in materia professionale. Bisogna invece evitare, se possibile, gli avvocati civilisti che si occupano, per esempio, di separazioni, divorzi, condominio oppure materie di carattere commerciale. In altri casi (per fortuna più rari) il paziente che lamenta una malpractice, e lamenta anche come conseguenza della malpractice una lesione personale, agisce in sede penale. Cosa fa? Si reca o dai Carabinieri, o dalla Polizia o direttamente presso la Procura della Repubblica e presenta una querela. Questa querela a sua volta normalmente è scritta da un avvocato sulla base di un parere medico-legale e finisce sulla scrivania di un Magistrato che si chiama 'Pubblico Ministero' il quale si occupa della gestione delle indagini preliminari. Cioè andrà a svolgere una serie di accertamenti per capire se effettivamente la querela è fondata, ha un senso, oppure se la querela non è fondata, non ha un senso ed è una querela, per così dire, temeraria. Attenzione però: quando viene presentata una querela contro un qualsiasi sanitario, ma anche un qualsiasi professionista, un qualsiasi soggetto, questo sanitario, questo professionista, questo soggetto non ne viene messo al corrente. Almeno fin da subito. Questo è ovvio perché se il paziente Tizio propone una querela nei confronti del medico Caio, se il medico Caio viene a sapere che il paziente Tizio ha presentato una querela nei suoi confronti, può alterare il corso delle indagini: potenzialmente potrebbe andare a parlare con un collega che ha preso in cura il paziente ex novo, oppure potrebbe distruggere documenti, o addirittura porre in essere delle condotte intimidatorie nei confronti del paziente stesso per indurlo a recedere dai suoi intenti. Quindi solo in un secondo momento, e solo se bisogna compiere degli atti particolari, per esempio una convocazione per fare un interrogatorio, il soggetto che è sottoposto a indagine penale viene effettivamente a conoscenza di questa indagine. Però attenzione di nuovo! Questo soggetto, nel nostro caso l'odontoiatra, potrebbe venire a conoscenza del processo a suo carico anche in maniera informale mediante una telefonata, per esempio, di Carabinieri, Polizia o della Procura della Repubblica, i quali sono i soggetti competenti a gestire il contenzioso penale in sede giudiziale. E qui bisogna tenere a mente una cosa importantissima: mai e poi mai, quando si riceve una telefonata o comunque una comunicazione da parte di un'autorità inquirente e quindi da parte di Polizia, Carabinieri o della Procura della Repubblica, mai e poi mai recarsi autonomamente senza prima aver consultato un avvocato per rendere dichiarazioni o per spiegare l'accaduto. Questo perché? Perché l'odontoiatra, nel nostro caso, si presume essere soggetto che non è avvezzo a essere sottoposto a domande, interrogatori o comunque inchieste di carattere penale. E quindi è facile che l'odontoiatra si rechi dal magistrato o dalla Polizia o dai Carabinieri per spiegare semplicemente i fatti e però queste sue spiegazioni possono, e anzi sono spesso e volentieri poi utilizzate contro lo stesso dichiarante. Quindi, anche in questo caso, quando si ha notizia di un procedimento penale o comunque di un problema di carattere penalistico intercorso con un paziente, la prima cosa da fare è mantenere la calma, e la seconda cosa da fare è fare riferimento a un avvocato penalista che sia competente, anche lui, in materia di responsabilità colposa. Saranno quindi anche in questo caso da evitare consulenti legali che invece, pur occupandosi di diritto penale, si occupano magari di delitti di criminalità organizzata, piuttosto che di delitti legati all'economia, piuttosto che di delitti legati alla pubblica amministrazione. E adesso tre consigli pratici su ciò che non bisogna MAI ASSOLUTMENTE fare in caso di contenzioso.

Prima cosa: MAI E POI MAI CONTATTARE DIRETTAMENTE IL PAZIENTE che lamenta una malpractice. D'altro canto, se il paziente è rimasto insoddisfatto della prestazione dell'odontoiatra e ha fatto riferimento a un avvocato, è quasi impossibile che ritorni sui suoi passi e venga convinto dall'odontoiatra stesso a comporre bonariamente il contenzioso. Anzi, al contrario, è molto più facile che un eventuale contatto diretto fra l'odontoiatra e il paziente vada a scavalcare il lavoro dell'avvocato del paziente stesso, con il risultato che l'avvocato del paziente, sicuramente, inasprirà la sua attività sentendosi scavalcato.

Secondo consiglio: MAI E POI MAI FARE RIFERIMENTO ALLA PROPRIA ASSICURAZIONE SENZA AVERE PRIMA PARLATO CON IL PROPRIO LEGALE! Questo perché? Perché la propria assicurazione normalmente è incarnata da un agente. L'agente di assicurazioni, nella maggior parte dei casi, è un amico, è una persona molto brava nel suo mestiere, che è però quello di vendere le polizze, ma purtroppo di agenti di assicurazione che siano laureati in legge o che siano comunque in grado di gestire dei contenziosi, ce ne sono molto pochi. E quindi spesso e volentieri danno anche dei consigli sbagliati. Attenzione: prima di fare denuncia di sinistro, quindi prima di denunciare alla propria assicurazione il fatto, è sempre opportuno fare riferimento a un avvocato affinché la denuncia sia ben fatta. Attenzione: una denuncia di sinistro mal fatta può comportare addirittura la perdita delle garanzie da parte di quell'assicurazione che si è pagata per tanti anni.

Terzo consiglio: SCEGLIERE BENE L'AVVOCATO DA CUI FARSI ASSISTERE! Certamente la scelta di un avvocato competente e onesto e diligente non è una scelta facile. Ma d'altro canto non è neanche facile scegliere il giusto odontoiatra, per chi non è del mestiere. Tuttavia ci sono dei marker che non si possono trascurare, e quindi è opportuno dare alcune indicazioni. Innanzitutto, un professionista serio, un avvocato serio, seguirà in prima persona il vostro caso. Quindi mai fare riferimento a un legale il quale delega un altro soggetto, un collaboratore all'interno del proprio studio per assistere un cliente in una materia tanto delicata come quella della responsabilità medica. D'altro canto, se il Sig. Rossi si reca dal Dott. Bianchi primario della specifica materia per farsi operare, per chiedere assistenza proprio a quel primario, si presume che sia poi il primario che ponga in essere l'intervento e non un suo collaboratore. Altrettanto deve valere per l'avvocato. Se si chiede l'assistenza dell'avvocato Rossi, sarà l'avvocato Rossi che deve seguire la pratica e non il collaboratore Verdi o il collaboratore Bianchi. Vi è poi da dire che il rapporto con l'avvocato non è un matrimonio indissolubile, come quello con qualsivoglia professionista. Pertanto, nel momento in cui si fa riferimento a un avvocato e si ritiene di non assistiti adeguatamente, si può tranquillamente, in qualsiasi momento far riferimento a un altro legale. Cambiare avvocato non comporta nessun tipo di conseguenza né a livello sostanziale né a livello procedurale.

Infine È BUONA NORMA QUELLA DI SCEGLIERE PERSONALMENTE IL PROPRIO AVVOCATO. Non bisogna invece farsi assegnare un avvocato o farsi consigliare anche solo l'avvocato dal proprio agente di assicurazioni o dalla propria compagnia assicurativa. Questo perché, è intuitivo, l'avvocato consigliato dall'agente di assicurazioni o l'avvocato indicato dalla compagnia di assicurazioni sarà un avvocato organico all'assicurazione stessa, e talvolta non farà i vostri interessi, gli interessi dell'assicurato, ma farà gli interessi dell'assicurazione. E questo, a volte, con risultati davvero disastrosi. Attenzione: nella maggioranza delle polizze di cosiddetta r. c. professionale, cioè le polizze che coprono i danni che vengono procurati ai pazienti, normalmente sembrano essere ricomprese anche le spese legali e peritali, cioè le spese relative alle parcelle degli avvocati e dei propri consulenti tecnici di fiducia. In realtà non è così, queste spese infatti sono solo ed esclusivamente le spese, quindi le parcelle, degli avvocati e dei periti che è la stessa compagnia a indicare, ma non anche le spese (e quindi le parcelle) degli avvocati e dei periti che l'assicurato si sceglie liberamente. È molto opportuno, piuttosto, stipulare a latere rispetto alla polizza di r. c. professionale, anche una polizza di cosiddetta tutela legale. La polizza di tutela legale infatti consente al medico, o comunque all'assicurato, di scegliere personalmente un avvocato e, ancora più importante, un consulente tecnico di parte di propria fiducia, ma le parcelle di costoro verranno pagate dalla compagnia che ha assicurato la tutela legale.

Insomma, dopo tutte queste parole, che dire… avvocati e medici sempre fuori dalla porta, ma in caso di bisogno informiamoci almeno un po'!